Inaugurazione / Otvoritev :
venerdi 13 marzo / petek 13. marca
h 17.00 CARINARNICA: Fabian Riz Orkestra
h 19.30 CASA DEL POPOLO: Giancarlo Lombardi live
Primo Maggio Monfalcone 2026 — doppio appuntamento!
Quest’anno ci troviamo per vivere insieme una giornata di partecipazione, socialità e comunità.
Dalle 10.30 — Presidio in Piazza Unità
Un momento pubblico per portare in piazza lavoro, diritti, dignità e pace.
Dalle 13.00 — Marina Julia
Ci spostiamo in spiaggia per un picnic collettivo con musica e open mic.
La formula è semplice: porta ciò che vuoi trovare.
Cibo, bevande, strumenti, parole, idee, voglia di stare insieme.
L’offerta è libera.
Chi vuole potrà partecipare all’open mic con musica, letture, interventi o pensieri da condividere.
Per un Primo Maggio di (gran) classe.
Per una comunità più giusta, libera e solidale.
Vi aspettiamo!
Nel pomeriggio, giovedì 30 aprile 2026 alle 17, nei pressi della Biblioteca Sandro Pertini (androna Palmada 1, accanto al Municipio) inaugurazione di due nuovi pannelli della passeggiata dedicati a Carlo Tresca (sindacalista, giornalista, editore, anarchico, antifascista e drammaturgo italiano naturalizzato statunitense, editore di giornali e leader del movimento operaio negli USA, assassinato a New York l’11 gennaio 1943) e Camillo Berneri (filosofo, scrittore e anarchico italiano, ucciso nel maggio 1937 a Barcellona durante la battaglia intestina al fronte antifascista spagnolo nell’ambito della guerra civile), che saranno ricordati da Luca Meneghesso, storico e vicepresidente dell’associazione Patatrac. Continua a leggere
Il festival Geografie di Monfalcone si presenta, sin dalla sua nascita nel 2019, come un dispositivo culturale che vorrebbe “indagare i cambiamenti globali e le identità locali”, offrendo una pluralità di voci, incontri e narrazioni sul mondo contemporaneo. Nelle sue diverse edizioni, ha avuto come parole d'ordine: “rotte del vivere”, “mappe del nostro tempo”, “confini”, “identità in evoluzione”, con l'ambizione di costruire un “osservatorio” sul presente.
Eppure, proprio questa apparente apertura globale rivela una contraddizione strutturale. Il mondo evocato da Geografie è un mondo selezionato, filtrato, addomesticato. Gli ospiti, i temi, le traiettorie culturali restituiscono un panorama che privilegia figure mediatiche, opinionisti, narratori già integrati nel circuito editoriale dominante, conservatore e reazionario. Le “geografie” proposte sono spesso interiori, simboliche, psicologiche, oppure declinate in chiave divulgativa e spettacolare, mentre risultano sistematicamente marginalizzate le geografie materiali del lavoro, della migrazione e dello sfruttamento.