Monfalcone in movimento

da Germinal 129

Riportiamo il primo maggio a Monfalcone. Questa è stata la grande scommessa su cui abbiamo puntato da ormai tre anni come anarchici e anarcosindacalisti isontini che si ritrovano nei locali del Circolo libertario Caffè Esperanto di Monfalcone. Dopo una prima edizione – nel 2018 – in collaborazione con USI e Associazione Esposti Amianto, l’anno scorso l’organizzazione si è ampliata con il collettivo Monfalcone Meticcia e i sindacati di base attivi in zona USI, USB e SLAI Cobas. Tra gli attivisti delle sigle sindacali menzionate, ricordiamo Sani, un ragazzo originario del Bangladesh, unico migrante ad essere uno degli oratori ufficiali in una delle manifestazioni della giornata dei lavoratori nell’intera regione Friuli Venezia Giulia.

Non è un caso che proprio a Monfalcone, con il suo 25 % di residenti stranieri, sia stata possibile una cosa del genere grazie alla pervicacia di un progetto che vuole però uscire dall’eccezionalità: il Primo maggio deve venire celebrato ogni anno a Monfalcone coinvolgendo sempre più anche le maestranze migranti e meticce.

L’attuale grave emergenza sanitaria e la sua gestione smodatamente securitaria ha compromesso l’organizzazione di quella che avrebbe dovuto essere una giornata ancora più partecipata e festosa. Ricorderemo comunque questa ricorrenza anche se limitatamente agli strumenti e ai metodipossibili data la attuale situazione.

Monfalcone meticcia del resto è un progetto di maggior respiro. L’ultima uscita pubblica è stato un volantinaggio per l’8 marzo quando abbiamo deciso di non rinunciare a scendere in piazza, anche se con tutte le cautele necessarie, al motto: “a un metro di distanza ma senza un passo indietro”. Questo contenitore più ampio e condiviso ha dimostrato di avere capacità di mobilitazione e di incidere nella politica monfalconese, esacerbata e incattivita da anni del governo populista di Anna Cisint: il sindaco sceriffo che ha umiliato e blindato la città con le sue ordinanze razziste utili solo a nasconderne la totale incompetenza.

Tra le molte uscite in piazza ricordiamo a fine agosto la presentazione del libro di Wolf Bukowski “La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro” un testo che è una autentica perlustrazione dell’abisso del decoro e della versione pervertita della sicurezza che ci viene imposta quotidianamente. Un libro che tratta una tematica urgentissima da noi e che si è dimostrato necessario anche per addensare l’opposizione al decoro, al neoliberismo e alla fascistizzazione della città. Uno dei numerosi provvedimenti liberticidi di questa Giunta ha arrogato al sindaco il potere di concedere l’occupazione di suolo pubblico nell’area del centro cittadino. Ovviamente lo spazio è stato negato al collettivo che voleva utilizzarlo per i banchetti per la diffusione del libro e di materiale di controinformazione. Altrettanto ovviamente questo non è stato sufficiente a fermare l’iniziativa che ha incassato il sostegno di individualità e collettivi tra cui quello di Wu Ming scesi con noi in strada a Monfalcone e con più di un post sul loro blog. Circa duecento persone si sono quindi trovate nella piazzetta dedicata al partigiano gappista Montes, fondatore di quell’intendenza che ha permesso la lotta antifascista e internazionalista che ha caratterizzato la nostra regione. La piazzetta è stata scelta anche perché la sindaca, sollecitata da alcuni residenti, l’ha completamente chiusa con grate ad ogni lato facendone una gabbia. Seduti a terra o su sedie da campo per oltre due ore, la piazza è stata animata dal dibattito che è seguito alla presentazione del libro, trasformandosi in una assemblea pubblica. Alcuni residenti infatti sono scesi tra il pubblico spiegando la difficoltà di vivere in un centro urbano completamente trasformato per speculazione immobiliare (affitti a prezzi stellari in appartamenti in cui vengono letteralmente stipati operai impiegati nei vari subappalti del cantiere navale, autentica fonte di degrado oltre che di nocività). La gentrificazione qui ha incontrato la cantieristica pesante.

La serata quindi si è conclusa al Caffè Esperanto in uno dei tanti momenti conviviali che si sono svolti presso la nostra sede da quando il due dicembre 2017 è (ri)nato (il nome infatti è ripreso del circolo libertario monfalconese distrutto dai fascisti durante gli anni Venti dello scorso secolo) ed è diventato un punto di riferimento in città.

Negli ultimi mesi, molto è stato fatto per riorganizzare la sede al fine di renderla più funzionale e gradevole, a partire dalla porta d’ingresso. La cucina ha beneficiato di un profondo intervento ed è pronta alla preparazione di cene ed aperitivi con l’ottimo Vin Esperanto, il rosso ribelle dalla sediziosa Ronchi dei Partigiani. La sala dove si tengono le riunioni, gli eventi, le proiezioni e le feste, è stata risistemata eliminando tanti kili di paccottiglia per poter fruire al massimo dello spazio. Anche il mobile della libreria è stato cambiato ed ora ospita in bel display tutta la nostra distro. All’interno ora si trova una bacheca, mentre sulla vetrina pende un artefatto che ci permette di esser riconosciuti meglio dall’esterno. Un lavoro che si è momentaneamente interrotto, ma che proseguirà durante l’estate.

Anche la comunicazione con l’esterno è stata al centro dei nostri interessi. Ne è uscita una migliore gestione della pagina Facebook “Caffè Esperanto”, del nostro blog libertari-go.noblogs.org e soprattutto della mailing list, che è lo strumento che raccomandiamo per seguirci. Per info scriveteci a melamangio@autistici.org

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