Un anno dopo Operazione Blu…

…operazione pedagogico-terroristica, sempre della locale sezione dell’Arma
 



Il Piccolo 07/02/10   
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BLITZ NOTTURNO DEI CARABINIERI IN DECINE DI ABITAZIONI
Presi in casa e portati ai test anti-droga

Minorenni accompagnati dai genitori. Sei denunciati per cessione, 21 segnalati per consumo

Il Piccolo 07/02/10
L’attesa tra lacrime e sguardi bassi
Il Pronto soccorso blindato dalle ”gazzelle” per tutta la mattina

Un via vai di ”gazzelle” continuo. A ondate, all’ospedale di San Polo. Quasi blindato per tutta la mattinata di ieri dalle pattuglie concentratesi al Pronto soccorso. Tra i pazienti in sala d’attesa, passavano giovani e ragazzini. Appena maggiorenni accompagnati anche dalla fidanzatina. E i minorenni seguiti dai genitori. C’è chi, tra gli utenti in attesa, li ha visti piangere.

I CARABINIERI
«Numerose famiglie non sospettavano nemmeno che i figli facessero uso di droghe leggere. È grave, significa che i ragazzi hanno già intrapreso la strada sbagliata».
«Per queste famiglie, la nostra operazione deve rappresentare un campanello d’allarme per affrontare in tempo il problema».
«Solo metà delle famiglie, al nostro arrivo, ha rimproverato i figli, assicurando un immediato interessamento. Altri genitori si sono dimostrati addirittura infastiditi».

L’operazione non si connota tanto dai quantitativi di stupefacente rinvenuti durante le perquisizioni nelle abitazioni, numerosi ma comunque di limitate proporzioni, quanto piuttosto dal valore dell’intervento esteso ad ampio raggio nel territorio. L’azione anti-droga è stata definita un segnale volendo incidere nella consapevolezza dei giovani, ai fini del recupero di un sano stile di vita. Una sorta anche di raccomandazione alle famiglie, sollecitate a mantenere l’attenzione verso i propri figli. È stato infatti rilevato lo spessore sociale dell’operazione, nel contrastare il fenomeno del consumo di stupefacenti tra i ragazzi nel mandamento.
«Tante famiglie – ha spiegato il comandante Zuliani – non immaginavano nemmeno che i figli consumassero droga, seppure leggera. È sbagliato – ha aggiunto il colonnello -, significa che i ragazzi hanno già intrapreso la strada sbagliata. Può essere una vita rovinata in partenza. Per i genitori, la nostra operazione di forte prevenzione deve essere un bel campanello d’allarme». Sempre secondo il colonnello Zuliani, il loro intervento può contribuire a far uscire i giovani dalla pericolosa realtà legata agli stupefacenti, per orientarli verso stili di vita sani e più consoni.

 


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