Se ciamava Do’minuti ma xe ani che rompè…

In occasione dell’ennesima provocazione della giunta Cisint condividiamo questo comunicato dell’ANPI di Monfalcone

I saluti romani del 2019

Usava bombe e pugnali contro civili in tempo di pace, vogliono dedicargli una piazza

Alcune note sulla questione Dominutti

Da alcuni anni si è ritornato a parlare di Piero Dominutti ucciso da ignoti il 14 gennaio 1948 a Monfalcone in via Terenziana in circostanza mai chiarite.

Chi era Piero Dominutti?
Piero Dominutti era un attivista dei Sindacati Giuliani e del Partito d’Azione oltre ad essere un informatore della polizia.
Nel secondo dopoguerra si rese protagonista di trasporto e occultamento di armi e partecipò alle squadre d’azione protagoniste di atti di violenza e gesti di intimidazione, anche con bombe e pugnali, nei confronti di militanti di sinistra e sedi di partito ed organizzazioni operaie nel corso del settembre 1947.

Perché è stato ucciso?
A Monfalcone si è sempre mormorato che l’uccisione di Dominutti fosse dovuta a motivi sentimentali: avrebbe insidiato donne sposate subendo la vendetta di un marito geloso. La cosa venne sostenuta anche dalla stampa dell’epoca.
Sul cippo posto dalla Lega Nazionale nel 1948 in via Terenziana è scritto in modo retorico che venne ucciso “per l’italianità di queste terre”. La sua morte però non ha nulla a che vedere con il ritorno di Monfalcone all’Italia dato che la città dei cantieri era sotto la sovranità italiana già dal 14 settembre 1947 quando entrò in vigore il Trattato di pace di Parigi firmato il 10 febbraio precedente.
La stessa Lega Nazionale in una sua pubblicazione del 1991 riconosce che si tratta di un omicidio di cui non sono stati individuati i colpevoli. Anche in un documento da noi ritrovato all’Archivio dello Stato di Roma del luglio 1949 emerge la medesima cosa.
A distanza di oltre settanta anni questo resta un omicidio senza colpevoli. Nessuno è riuscito ad andare oltre ad illazioni ingiuriose.
In mancanza quindi di nuove prove, l’invito è a un pietoso silenzio.

Chi lo ricorda?
Da alcuni anni a metà gennaio di fronte alla lapide in via Terenziana truci manipoli berciano i loro motti tra braccia tese e teste rasate.
Ci sono stati anche ingenui nazionalisti democratici a ricordare in modo pietoso la morte di Dominutti, ma è ormai da troppi anni che questa ricorrenza è una bandiera della destra più estrema che strumentalizza un assassinio mai risolto per fini politici a danno della stessa figura dell’uomo Piero Dominutti che viene dimenticato in un angolo del campo santo di Staranzano.

Daremo copia dei documenti in nostro possesso che testimoniano il violento e
antidemocratico agire politico di Piero Dominutti all’ufficio preposto alla  valutazione di attribuzione della denominazione a nuove strade o piazze presso la Prefettura di Gorizia nella speranza che una volta per tutte si ponga fine a questa richiesta di intitolazione di uno spazio alla sua controversa figura che, sia detto francamente, non lo merita.

ANPI Monfalcone

Questa voce è stata pubblicata in antifa, controinformazione e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.