Morti senza sepoltura

Vakthang Enukidze il 18 gennaio scorso è morto, a quanto riferito, dopo essere stato picchiato ripetutamente da circa 10 agenti nel CPR di Gradisca e trascinato in carcere. Nella settimana di mobilitazione per la chiusura di tutti i CPR indetta da No Cpr e no frontiere – FVG parleremo di morti migranti presentando il libro “Morti senza sepoltura. Tra processi migratori e narrativa neocoloniale” con la partecipazione dell’autrice Ottavia Salvador.

Dalla quarta di copertina:
“Migranti economici” o “migranti politici”?
Queste classificazioni ciniche e strumentali, forgiate nei laboratori di tanta sociologia etnocentrica di stampo neopositivista, e adottate acriticamente da leader istituzionali, hanno finito col costruire
l’immaginario con il quale si tende a percepire il fenomeno migratorio. In questo loro lavoro, i due autori provano a scardinarlo, introducendo un altro “tipo” di immigrati-emigrati, quelli morti. Alternando il materiale al simbolico, la ricerca etnografica all’analisi socio-culturale del romanzo neocoloniale italiano, il libro analizza le migrazioni e la causa storica che le produce e riproduce, il colonialismo, a partire dal lungo corteo di morti che lasciano al loro passaggio, da Majid E. K., morto a causa di un incidente mentre era trattenuto al Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo all’eritrea Zeb’hí Tanqualít de “Il tempo delle iene” di Carlo Lucarelli, dai defunti nel mar Mediterraneo alla ragazza etiope senza nome de “I fantasmi dell’Impero” di Marco Consentino, Domenico Dodaro e Luigi Panella. Come scrive Abdelmalek Sayad, nel saggio inedito in appendice: “La morte in immigrazione e in esilio è un momento di verità, la morte dello straniero e la morte in terra straniera è un momento di verità per tutti”.

Appuntamento domenica 2 febbraio 2020 dalle ore 18:30

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da TUTTO LIBRI – Sabato 07 Marzo 2020

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